Temporaneamente legittima la partecipazione dei magistrati onorari come componenti dei collegi di corte d’appello

Di Redazione -

Con la sentenza in commento, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71 e 72 del decreto-legge 21 giugno 2013 n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia), convertito, con modificazioni, in legge 9 agosto 2013, n. 98, nella parte in cui  prevedono sine die  la possibilità di impiego dei magistrati onorari presso le sezioni di corte d’appello.

La Consulta osserva che, temporaneamente, allo scopo di consentire il completamento del riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria nei tempi contemplati dall’ art. 32 del d.lgs. n. 116 del 2017 (ottobre 2025), sia tollerabile la partecipazione dei giudici ausiliari di Corte d’appello ai collegi giudicanti poichè una loro immediata esclusione determinerebbe  un grave pregiudizio all’amministrazione della giustizia “tanto più nella situazione attuale, che vede come urgente l’esigenza di riduzione dei tempi della giustizia, e quindi anche di quella civile, dove hanno operato e operano i giudici ausiliari presso le corti d’appello”.

Tale situazione cesserà di essere tollerabile e, di contro, compatibile con la Costituzione, una volta che  sarà completato il riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria nei tempi stabiliti dall’art. 32 del d.lgs. n. 116 del 2017. Ed invero, dopo tale momento, sarà evidente la violazione dell’art. 106 cost. che consente la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari solo per lo svolgimento di funzioni attribuite a giudici singoli e non invece di funzioni collegiali e di secondo grado, quali erano, e sono, quelle esercitate dalle corti d’appello.