Si applica la sospensione feriale nell’opposizione a ordinanza- ingiunzione in materia di lavoro

Di Riccardo Fratini -

1. La sentenza in epigrafe torna a ribadire il medesimo principio che le Sezioni Unite avevano già espresso con la sentenza 63/00 (Cass. 30 marzo 2000, n. 63, in Foro it., 2000, I, 1792, con nota di richiami, che riassume i precedenti a quella pronuncia, e nota a sentenza di A.M. Perrino, in Foro it., 2000, I, 1795), in base al quale all’opposizione ad ordinanza-ingiunzione in materia di lavoro che non implichi omissione contributiva si applica la sospensione feriale dei termini.

Ora come allora la Corte compone un contrasto insorto tra le sezioni semplici ribadendo l’applicabilità del rito del lavoro all’opposizione ad ordinanza-ingiunzione nelle sole ipotesi in cui il provvedimento sanzionatorio sia emesso per le violazioni consistenti nell’omissione totale o parziale dei contributi e dei premi ed ingiunga ai debitori anche il pagamento dei contributi e dei premi non versati e delle somme aggiuntive previste dalle leggi vigenti a titolo di sanzioni civili  nonché nei casi in cui, pur trattandosi di violazioni diverse, venga accertato che da esse deriva l’omesso o parziale versamento di contributi e premi. Per ogni altra ipotesi, la norma ribadisce l’operatività del rito speciale dell’opposizione, disciplinato prima dalle sezioni I e II del capo I l. n. 689 del 1981 e ora dall’art. 6 d.lgs. 150/2011. In tal modo, secondo le sezioni unite in epigrafe, il legislatore ha operato una valutazione della causa di opposizione, considerandola, con esclusione dei soli casi sopra indicati, non rientrante nel novero delle controversie di cui agli art. 409 e 442 c.p.c., con la conseguenza che l’art. 3 l. 7 ottobre 1969 n. 742, che dispone l’inapplicabilità della sospensione dei termini in periodo feriale, non può riguardare il procedimento di opposizione a ordinanza-ingiunzione, anche qualora esso si riferisca a sanzioni amministrative afferenti alla materia del lavoro o della previdenza ed assistenza obbligatorie.

2. Si pronunciavano in senso conforme le sentenze Cass. 9 aprile 2018, n. 8673, in Rep. Foro it., 2018, Termini processuali civili [6650], n. 20 e Cass. 8 giugno 2011, n. 12506, in Rep. Foro it., 2011, Termini processuali civili [6650], n. 29, secondo cui il procedimento di opposizione ad ordinanza-ingiunzione relativa a violazioni attinenti la costituzione e disciplina del rapporto di lavoro, sebbene regolato dal rito del lavoro ex d.lgs. n. 150 del 2011, non rientra tra quelli per i quali l’art. 3 l. n. 742 del 1969 dispone l’inapplicabilità della sospensione dei termini nel periodo feriale, assumendo rilievo a tali fini non il rito da cui la causa è disciplinata ma la sua natura, costituita, nella specie, in via diretta dall’accertamento dall’esistenza, o meno, dei presupposti per l’esercizio della potestà sanzionatoria. Alcune altre sentenze più risalenti, pure conformi, quali Cass. 26 luglio 2000, n. 9830, in Rep. Foro it., 2000, Termini processuali civili [6650], n. 24, e Cass. 26 luglio 2001, n. 10258, in Rep. Foro it., 2001, Termini processuali civili [6650], n. 15, affermavano che il procedimento di opposizione a ordinanza-ingiunzione relativa all’applicazione di sanzioni amministrative disciplinato dagli art. 22 e 23 l. n. 689 del 1981 non rientra tra quelli per i quali l’art. 3 l. n. 742 del 1969 dispone l’inapplicabilità della sospensione dei termini in periodo feriale in quanto controversie non rientrano tra quelle indicate dagli art. 409 e 442 c.p.c. e sono pertanto soggette al rito speciale del lavoro, in quanto tale possibilità sussiste solo nei casi espressamente indicati dall’art. 35 l. n. 689 del 1981 (violazioni consistenti nell’omissione totale o parziale dei contributi e premi o violazioni dalle quali derivi l’omesso o parziale versamento di contributi e premi), norma che ha la funzione di valutazione legale tipica della natura del giudizio di opposizione come idoneo a soggiacere, con le sole eccezioni espressamente previste, al regime di sospensione dei termini in periodo feriale; ne consegue che l’osservanza del termine per la proposizione del ricorso per cassazione avverso la sentenza resa in tema di opposizione a ordinanza ingiuntiva del pagamento di una sanzione amministrativa va sempre valutata alla stregua del suddetto regime sospensivo, quale che sia la materia oggetto della violazione amministrativa, con esclusione dei casi sopra menzionati di eccezionale applicabilità del rito del lavoro espressamente previsti dal citato art. 35 l. n. 689 del 1981.

3.In senso difforme, tuttavia, si poneva l’ordinanza di remissione Cass. 29 gennaio 2020, n. 2034 (con nota di G. Zampini, Opposizione all’ordinanza ingiunzione emessa dall’Itl e sospensione feriale dei termini processuali – La cassazione cambia orientamento, in ADL, 2020, 717, e di L. De angelis, Sospensione dei termini in periodo feriale e opposizione ad ingiunzione in materia di lavoro [Nota a Cass. civ., sez. VI, ord. 29 gennaio 2020, n. 2034, D. P. c. Min. lav.] in Giur. it., 2020, 890). Secondo questa interpretazione, l’opposizione ad ordinanza ingiunzione emessa dall’ispettorato del lavoro sarebbe controversia che attiene all’esistenza ed alla disciplina del rapporto di lavoro e quindi che rientra nell’ambito di applicabilità diretta degli art. 409 e 442 c.p.c., per il quale l’art. 3, l. n. 742 del 1969 esclude l’applicazione della sospensione feriale al fine del computo dei termini per l’impugnazione.

4. Le sezioni unite compongono il contrasto essenzialmente affermando che quello operato dall’art. 6 del d.lgs. 150/2011 non è un richiamo integrale al rito del lavoro, per la duplice ragione che esso prevede alcune differenze nel rito rispetto al modello codicistico e che talune di queste differenze richiamano la disciplina previgente del procedimento speciale; inoltre, il rinvio operato nella legge di riordino dei riti sarebbe una scelta meramente processuale inidonea a conferire natura lavoristica alla controversia che di fatto verte solo sul presupposto impositivo dell’ente che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione (punti 4.2-4.6 della pronuncia).

5.  La pronuncia delle sezioni unite era molto attesa in dottrina: per una disamina si vedano in ordine cronologico i contributi di A. Carnabuci, Note sull’opposizione a ordinanza-ingiunzione alla luce del d.leg. 1º settembre 2011 n. 150 (disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’art. 54 l. 18 giugno 2009 n. 69), in www.rivistagiuridica.aci.it, 2011, fasc. 5; G.G. Poli, I procedimenti di opposizione all’ordinanza-ingiunzione ed al verbale di accertamento di violazione del codice della strada, in Foro it., 2012, V, 138; P. Rausei, Opposizione contro l’ordinanza-ingiunzione della direzione territoriale del lavoro (Dtl), in Dir. e pratica lav., 2012, 2600; F. Rivellini, Ordinanza-ingiunzione: sospensione del termine per l’opposizione, in Dir. e pratica lav., 2013, 1801; R. Tiscini, Opposizione a ordinanza-ingiunzione – Questioni aperte e solleciti alle sezioni unite, in REF, 2017, 67; P. Rausei, Ricorso in opposizione all’ordinanza-ingiunzione, Dir. e pratica lav., 2019, 1301; G. De Sanctis, A. Cappelli, Il giudizio di opposizione all’ordinanza-ingiunzione, in Guida al lav., 2019, fasc. 29, 50; R. Vianello, Questioni in tema di opposizione a ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro e previdenza: in attesa dell’intervento di riordino delle sezioni unite, Riv. dir. sicurezza sociale, 2020, 455.