Informativa sul trattamento dei dati personali (ai sensi dell’art. 13 Regolamento UE 2016/679)
La vigente normativa in materia di trattamento dei dati personali definita in conformità alle previsioni contenute nel Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (Regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito “Regolamento Privacy UE”) contiene disposizioni dirette a garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche, con particolare riguardo al diritto alla protezione dei dati personali.
Finalità del Trattamento e base giuridica
Il trattamento dei dati personali è finalizzato a:
– fornire il servizio e/o prodotto richiesto dall’utente, per rispondere ad una richiesta dell’utente, e per assicurare e gestire la partecipazione a manifestazioni e/o promozioni a cui l’utente ha scelto di aderire (richiesta e acquisto abbonamento periodici; richiesta e acquisto libri; servizio di fatturazione; invio periodici in abbonamento postale, invio newsletter rivolte a studiosi e professionisti).
– inviare newsletter promozionale di pubblicazioni a chi ne ha fatto richiesta; ferma restando la possibilità per l’utente di opporsi all’invio di tali invii in qualsiasi momento.
– inviare all’utente informazioni promozionali riguardanti servizi e/o prodotti della Società di specifico interesse professionale ed a mandare inviti ad eventi della Società e/o di terzi; resta ferma la possibilità per l’utente di opporsi all’invio di tali comunicazioni in qualsiasi momento.
– gestire dati indispensabili per espletare l’attività della società: clienti, fornitori, dipendenti, autori. Pacini Editore srl tratta i dati personali dell’utente per adempiere a obblighi derivanti da legge, regolamenti e/o normativa comunitaria.
– gestire i siti web e le segreterie scientifiche per le pubblicazioni periodiche in ambito medico-giuridico rivolte a studiosi e professionisti;
Conservazione dei dati
Tutti i dati di cui al successivo punto 2 verranno conservati per il tempo necessario al fine di fornire servizi e comunque per il raggiungimento delle finalità per le quali i dati sono stati raccolti, e in ottemperanza a obblighi di legge. L’eventuale trattamento di dati sensibili da parte del Titolare si fonda sui presupposti di cui all’art. 9.2 lett. a) del GDPR.
Il consenso dell’utente potrà essere revocato in ogni momento senza pregiudicare la liceità dei trattamenti effettuati prima della revoca.
Tipologie di dati personali trattati
La Società può raccogliere i seguenti dati personali forniti volontariamente dall’utente:
nome e cognome dell’utente,
il suo indirizzo di domicilio o residenza,
il suo indirizzo email, il numero di telefono,
la sua data di nascita,
i dettagli dei servizi e/o prodotti acquistati.
La raccolta può avvenire quando l’utente acquista un nostro prodotto o servizio, quando l’utente contatta la Società per informazioni su servizi e/o prodotti, crea un account, partecipa ad un sondaggio/indagine. Qualora l’utente fornisse dati personali di terzi, l’utente dovrà fare quanto necessario perchè la comunicazione dei dati a Pacini Editore srl e il successivo trattamento per le finalità specificate nella presente Privacy Policy avvengano nel rispetto della normativa applicabile, (l’utente prima di dare i dati personali deve informare i terzi e deve ottenere il consenso al trattamento).
La Società può utilizzare i dati di navigazione, ovvero i dati raccolti automaticamente tramite i Siti della Società. Pacini editore srl può registrare l’indirizzo IP (indirizzo che identifica il dispositivo dell’utente su internet), che viene automaticamente riconosciuto dal nostro server, pe tali dati di navigazione sono utilizzati al solo fine di ottenere informazioni statistiche anonime sull’utilizzo del Sito .
La società utilizza i dati resi pubblici (ad esempio albi professionali) solo ed esclusivamente per informare e promuovere attività e prodotti/servizi strettamente inerenti ed attinenti alla professione degli utenti, garantendo sempre una forte affinità tra il messaggio e l’interesse dell’utente.
Trattamento dei dati
A fini di trasparenza e nel rispetto dei principi enucleati dall’art. 12 del GDPR, si ricorda che per “trattamento di dati personali” si intende qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione. Il trattamento dei dati personali potrà effettuarsi con o senza l’ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati e comprenderà, nel rispetto dei limiti e delle condizioni posti dal GDPR, anche la comunicazione nei confronti dei soggetti di cui al successivo punto 7.
Modalità del trattamento dei dati: I dati personali oggetto di trattamento sono:
trattati in modo lecito e secondo correttezza da soggetti autorizzati all’assolvimento di tali compiti, soggetti identificati e resi edotti dei vincoli imposti dal GDPR;
raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, e utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;
esatti e, se necessario, aggiornati;
pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o successivamente trattati;
conservati in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati;
trattati con il supporto di mezzi cartacei, informatici o telematici e con l’impiego di misure di sicurezza atte a garantire la riservatezza del soggetto interessato cui i dati si riferiscono e ad evitare l’indebito accesso a soggetti terzi o a personale non autorizzato.
Natura del conferimento
Il conferimento di alcuni dati personali è necessario. In caso di mancato conferimento dei dati personali richiesti o in caso di opposizione al trattamento dei dati personali conferiti, potrebbe non essere possibile dar corso alla richiesta e/o alla gestione del servizio richiesto e/o alla la gestione del relativo contratto.
Comunicazione dei dati
I dati personali raccolti sono trattati dal personale incaricato che abbia necessità di averne conoscenza nell’espletamento delle proprie attività. I dati non verranno diffusi.
Diritti dell’interessato.
Ai sensi degli articoli 15-20 del GDPR l’utente potrà esercitare specifici diritti, tra cui quello di ottenere l’accesso ai dati personali in forma intelligibile, la rettifica, l’aggiornamento o la cancellazione degli stessi. L’utente avrà inoltre diritto ad ottenere dalla Società la limitazione del trattamento, potrà inoltre opporsi per motivi legittimi al trattamento dei dati. Nel caso in cui ritenga che i trattamenti che Lo riguardano violino le norme del GDPR, ha diritto a proporre reclamo all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ai sensi dell’art. 77 del GDPR.
Titolare e Responsabile per la protezione dei dati personali (DPO)
Titolare del trattamento dei dati, ai sensi dell’art. 4.1.7 del GDPR è Pacini Editore Srl., con sede legale in 56121 Pisa, Via A Gherardesca n. 1.
Per esercitare i diritti ai sensi del GDPR di cui al punto 6 della presente informativa l’utente potrà contattare il Titolare e potrà effettuare ogni richiesta di informazione in merito all’individuazione dei Responsabili del trattamento, Incaricati del trattamento agenti per conto del Titolare al seguente indirizzo di posta elettronica: privacy@pacinieditore.it. L’elenco completo dei Responsabili e le categorie di incaricati del trattamento sono disponibili su richiesta.
Ai sensi dell’art. 13 Decreto Legislativo 196/03 (di seguito D.Lgs.), si informano gli utenti del nostro sito in materia di trattamento dei dati personali.
Quanto sotto non è valido per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i link presenti sul nostro sito.
Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è Pacini Editore Srl, che ha sede legale in via Gherardesca 1, 56121 Pisa.
Luogo e finalità di trattamento dei dati
I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito hanno luogo prevalentemente presso la predetta sede della Società e sono curati solo da dipendenti e collaboratori di Pacini Editore Srl nominati incaricati del trattamento al fine di espletare i servizi richiesti (fornitura di volumi, riviste, abbonamenti, ebook, ecc.).
I dati personali forniti dagli utenti che inoltrano richieste di servizi sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.
L’inserimento dei dati personali dell’utente all’interno di eventuali maling list, al fine di invio di messaggi promozionali occasionali o periodici, avviene soltanto dietro esplicita accettazione e autorizzazione dell’utente stesso.
Comunicazione dei dati
I dati forniti dagli utenti non saranno comunicati a soggetti terzi salvo che la comunicazione sia imposta da obblighi di legge o sia strettamente necessario per l’adempimento delle richieste e di eventuali obblighi contrattuali.
Gli incaricati del trattamento che si occupano della gestione delle richieste, potranno venire a conoscenza dei suoi dati personali esclusivamente per le finalità sopra menzionate.
Nessun dato raccolto sul sito è oggetto di diffusione.
Tipi di dati trattati
Dati forniti volontariamente dagli utenti
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di posta elettronica agli indirizzi indicati su questo sito comporta la successiva acquisizione dell’indirizzo del mittente, necessario per rispondere alle richieste, nonché degli eventuali altri dati personali inseriti nella missiva.
Facoltatività del conferimento dei dati
Salvo quanto specificato per i dati di navigazione, l’utente è libero di fornire i dati personali per richiedere i servizi offerti dalla società. Il loro mancato conferimento può comportare l’impossibilità di ottenere il servizio richiesto.
Modalità di trattamento dei dati
I dati personali sono trattati con strumenti manuali e automatizzati, per il tempo necessario a conseguire lo scopo per il quale sono stati raccolti e, comunque per il periodo imposto da eventuali obblighi contrattuali o di legge.
I dati personali oggetto di trattamento saranno custoditi in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
Diritti degli interessati
Ai soggetti cui si riferiscono i dati spettano i diritti previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/2003 che riportiamo di seguito:
1. L’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.
2. L’interessato ha diritto di ottenere informazioni:
a) sull’origine dei dati personali;
b) sulle finalità e modalità del trattamento;
c) sulla logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;
d) sugli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell’articolo 5, comma 2;
e) sui soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.
3. L’interessato ha diritto di ottenere:
a) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.
4. L’interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
Dati degli abbonati
I dati relativi agli abbonati sono trattati nel rispetto delle disposizioni contenute nel D.Lgs. del 30 giugno 2003 n. 196 e adeguamenti al Regolamento UE GDPR 2016 (General Data Protection Regulation) a mezzo di elaboratori elettronici ad opera di soggetti appositamente incaricati. I dati sono utilizzati dall’editore per la spedizione della presente pubblicazione. Ai sensi dell’articolo 7 del D.Lgs. 196/2003, in qualsiasi momento è possibile consultare, modificare o cancellare i dati o opporsi al loro utilizzo scrivendo al Titolare del Trattamento: Pacini Editore Srl – Via A. Gherardesca 1 – 56121 Pisa. Per ulteriori approfondimenti fare riferimento al sito web http://www.pacinieditore.it/privacy/
Subscriber data
Subscriber data are treated according to Italian law in DLgs, 30 June 2003, n. 196 as updated with the UE General Data Protection Regulation 2016 – by means of computers operated by specifically responsible personnel. These data are used by the Publisher to mail this publication. In accordance with Art. 7 of the above mentioned DLgs, 30 June 2003, n. 196, subscribers can, at any time, view, change or delete their personal data or withdraw their use by writing to Pacini Editore S.r.L. – Via A. Gherardesca 1, 56121 Ospedaletto (Pisa), Italy. For further information refer to the website: http://www.pacinieditore.it/privacy/
Cookie
Che cos’è un cookie e a cosa serve?
Un cookie e una piccola stringa di testo che un sito invia al browser e salva sul tuo computer quando visiti dei siti internet. I cookie sono utilizzati per far funzionare i siti web in maniera più efficiente, per migliorarne le prestazioni, ma anche per fornire informazioni ai proprietari del sito.
Che tipo di cookie utilizza il nostro sito e a quale scopo? Il nostro sito utilizza diversi tipi di cookie ognuno dei quali ha una funzione specifica, come indicato di seguito:
TIPI DI COOKIE
Cookie di navigazione
Questi cookie permettono al sito di funzionare correttamente sono usati per raccogliere informazioni su come i visitatori usano il sito. Questa informazione viene usata per compilare report e aiutarci a migliorare il sito. I cookie raccolgono informazioni in maniera anonima, incluso il numero di visitatori del sito, da dove i visitatori sono arrivati e le pagine che hanno visitato.
Cookie Analitici
Questi cookie sono utilizzati ad esempio da Google Analytics per elaborare analisi statistiche sulle modalità di navigazione degli utenti sul sito attraverso i computer o le applicazioni mobile, sul numero di pagine visitate o il numero di click effettuati su una pagina durante la navigazione di un sito.
Questi cookie sono utilizzati da società terze. L’uso di questi cookie normalmente non implica il trattamento di dati personali. I cookie di terze parti derivano da annunci di altri siti, ad esempio messaggi pubblicitari, presenti nel sito Web visualizzato. Possono essere utilizzati per registrare l’utilizzo del sito Web a scopo di marketing.
Come posso disabilitare i cookie?
La maggior parte dei browser (Internet Explorer, Firefox, etc.) sono configurati per accettare i cookie. Tuttavia, la maggior parte dei browser permette di controllare e anche disabilitare i cookie attraverso le impostazioni del browser. Ti ricordiamo però che disabilitare i cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del sito e/o limitare il servizio offerto.
Per avere maggiori informazioni
l titolare del trattamento è Pacini Editore Srl con sede in via della Gherardesca n 1 – Pisa.
Potete scrivere al responsabile del trattamento Responsabile Privacy, al seguente indirizzo email rlenzini@pacinieditore.it per avere maggiori informazioni e per esercitare i seguenti diritti stabiliti dall’art. 7, D. lgs 196/2003: (i) diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali riguardanti l’interessato e la loro comunicazione, l’aggiornamento, la rettificazione e l’integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge; (ii) diritto di ottenere gli estremi identificativi del titolare nonché l’elenco aggiornato dei responsabili e di tutti i soggetti cui i suoi dati sono comunicati; (iii) diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati relativi all’interessato, a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazioni commerciali.
Per modificare le impostazioni, segui il procedimento indicato dai vari browser che trovi alle voci “Opzioni” o “Preferenze”.
Per saperne di più riguardo ai cookie leggi la normativa.
Rilevabilità d’ufficio della nullità negoziale e preclusioni.
Di Romano Vaccarella -
Corte d’Appello di Roma, Sez. II Civile, Sentenza del 23 novembre 2023, n. 7553 – Pres. Est. Zannella
Sommario:1. Il caso di specie e la questione controversa. – 2. La rilevabilità d’ufficio della nullità negoziale sancita dall’art. 101, comma 2, c.p.c. – 3. Critica della decisione.
1. Il caso di specie e la questione controversa.
L’oggetto delle presenti riflessioni riguarda un profilo specifico di una complessa vicenda che ha visto contrapposte una società di vendita dell’energia elettrica e la società di distribuzione. Tra le plurime doglianze sollevate nel giudizio di primo grado e riproposte in appello dalla prima società, attrice, vi era la nullità di determinate clausole del contratto di trasporto di energia elettrica per abuso di posizione dominante e di dipendenza economica.
Nel corso del giudizio di primo grado, a seguito della produzione da parte della convenuta di alcuni documenti a corredo della terza memoria ex art. 183, co. VI, c.p.c., emergeva un fatto nuovo, e cioè l’esistenza di un accordo transattivo stipulato dalla società di distribuzione con un altro trader, concorrente della società attrice, dal quale, secondo la società attrice, traspariva un trattamento di favore riservato all’altro trader, integrante un’ulteriore e distinta ipotesi di abuso di posizione dominante (subspecie di applicazione di condizioni dissimili per prestazioni equivalenti: art. 102, lett. c, TFUE) e/o di abuso di dipendenza economica (subspecie di imposizione di condizioni discriminatorie: art. 9, co. 2, L. 192/1998).
La società attrice, pertanto, non potendo più, in quello stadio del procedimento, modificare le proprie domande originarie, sollecitava il Tribunale a rilevare d’ufficio tale ulteriore profilo di nullità, emerso dalla documentazione prodotta dalla stessa convenuta. Il Tribunale di Roma, tuttavia, dichiarava inammissibile tale “nuova prospettazione”, statuizione poi confermata dalla Corte d’Appello di Roma nel passaggio qui in commento (punto 4.4 della sentenza).
Al punto 4.4, infatti, la Corte d’Appello di Roma giustifica la conferma della decisione del Tribunale osservando che la doglianza della società attrice relativa all’asserito abuso di posizione dominante per l’applicazione di condizioni dissimili all’altro trader (emersa, come detto, solo a seguito del deposito della terza memoria istruttoria della convenuta) costituisce una “prospettazione del tutto nuova e perciò inammissibile, perché contenuta per la prima volta in comparsa conclusionale“: “nella misura in cui [l’attrice] avesse ritenuto di aver appreso [sic!] dell’ulteriore condotta anticoncorrenziale tale da configurare ulteriore motivo di nullità ….. dopo lo spirare dei termini ex art. 183 c.p.c. avrebbe potuto chiedere di essere rimessa in termini ex art. 153, 2° comma, c.p.c.”.
A questo rilievo – a tenore del quale l’attrice sarebbe incorsa in decadenza per causa ad essa non imputabile – la Corte fa, con scarsa coerenza, seguire l’invocazione di due sentenze della S.C. (41994/2021 e 20713/2023) dalle quali desume (misteriosamente: il rilievo d’ufficio è subordinato alla circostanza che i relativi fatti costitutivi siano stati ritualmente allegati dalle parti, dice la S.C.) che “un ulteriore motivo di nullità negoziale, proposto per la prima volta in comparsa conclusionale, ben oltre la chiusura della fase processuale destinata al thema decidendum, non può essere rilevato d’ufficio, pur se in tesi leggibile negli atti”; si tratterebbe, par di capire, di una inammissibile mutatio libelli, irrecuperabile anche ai sensi dell’appena citato art. 153 c.p.c.
2. La rilevabilità d’ufficio della nullità negoziale sancita dall’art. 101, comma 2, c.p.c.
La rilevabilità d’ufficio della nullità negoziale rappresenta un principio cardine del nostro sistema processual-civilistico, sancito dall’art. 101, comma 2, c.p.c., la cui fondamentale rilevanza – definitivamente scolpita dalle celebri sentenze gemelle delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nn. 26242, 26243 e 26244 del 12 dicembre 2014 – sembra non sia stata affatto percepita dalla Corte romana: al punto di non chiedersi come la sua tesi si concilii con una norma che prevede esplicitamente che una questione rilevabile d’ufficio emerga dagli atti in sede di decisione della causa e che, in ragione della natura degli interessi protetti dalla sanzione della nullità, conferisce al giudice il potere-dovere, ad onta delle “sacre” preclusioni, di porre quella questione a fondamento della decisione.
Quelle pronunce, come è noto, hanno correttamente stabilito, superando precedenti contrasti, un principio di ampia portata: il giudice, investito di una domanda di adempimento, risoluzione, annullamento, rescissione o, come nel caso di specie, di nullità del contratto, ha il potere-dovere di rilevare d’ufficio l’esistenza di una qualsiasi causa di nullità, anche diversa da quella specificamente allegata dalla parte.
Le Sezioni Unite del 2014 hanno chiarito che la domanda di nullità, al pari di quelle di adempimento, risoluzione, annullamento e rescissione, è pertinente a un diritto c.d. autodeterminato; sicché il diritto dedotto in giudizio (ad esempio, il diritto a far dichiarare nullo un contratto) si identifica in base ai suoi elementi costitutivi (le parti e il contratto stesso), indipendentemente dalla specifica causa petendi (cioè, il singolo vizio di nullità) addotta dall’attore, e l’ulteriore conseguenza che il giudice, nel rilevare una diversa causa di nullità, non fuoriesce dai limiti della domanda originaria, poiché il petitum (la declaratoria di nullità) rimane invariato: non fuoriesce dalla domanda, se non altro, perché è impensabile che l’art. 101 c.p.c., violando il principio fondamentale della domanda (artt. 99 c.p.c. e 2907 c.c.), autorizzi il giudice a proporre una nuova domanda.
Proprio partendo dal dato normativo, le Sezioni Unite hanno affermato che “il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale deve rilevare di ufficio l’esistenza di una causa di quest’ultima diversa da quella allegata dall’istante, essendo quella domanda pertinente ad un diritto autodeterminato, sicché è individuata indipendentemente dallo specifico vizio dedotto in giudizio“.
Alla base di tale potere officioso vi sono una pluralità di rationes:
a)In primo e fondamentale luogo, la tutela di interessi superiori: garantire l’effettività delle norme imperative e la conformità dell’autonomia negoziale ai principi cardine dell’ordinamento;
b) la coerenza del sistema: assicurare che un contratto nullo non possa produrre effetti giuridici, indipendentemente dalle allegazioni delle parti; infine
c) l’economia processuale. Evitare la proliferazione di giudizi aventi ad oggetto il medesimo contratto, ma fondati su diverse ragioni di nullità;
Cruciale, nell’impianto delle Sezioni Unite, è la valorizzazione dei fatti emergenti ex actis. Il giudice può e deve fondare la propria declaratoria di nullità su fatti ritualmente acquisiti al processo, anche se non specificamente allegati dalle parti a sostegno di quel particolare vizio. Una volta rilevata dagli atti la potenziale causa di nullità, il giudice è tenuto a stimolare il contraddittorio tra le parti su tale specifica questione, in ossequio al principio del giusto processo (art. 111 Cost.) ed è tenuto a pronunciarsi sulla questione non essendo concepibile che, a causa della sua inerzia, un atto nullo produca i suoi effetti.
3.Critica della decisione.
La decisione della Corte d’Appello di Roma, pertanto, si pone in netto e insanabile contrasto con i principi appena esposti, in primo luogo qualificando la sollecitazione della società attrice a esercitare un potere officioso come una “nuova prospettazione” inammissibile perché tardiva.
Il rilievo della nullità, in base alla regola processuale (art. 101 c.p.c.) come interpretata dalle Sezioni Unite, avviene d’ufficio al momento della decisione; pertanto, è assurdo, più che erroneo, parlare di tardività o di nuova prospettazione.
Come ampiamente chiarito dalle Sezioni Unite del 2014, la domanda di nullità è autodeterminata: poiché la società attrice aveva già chiesto la declaratoria di nullità del contratto per abuso di posizione dominante, l’emersione di un’ulteriore condotta abusiva (il trattamento discriminatorio) individuata dalla parte attrice all’esito dell’istruttoria e sottoposta al giudice non integrava alcuna mutatio libelli, bensì una mera sollecitazione per l’esercizio dei poteri officiosi.
In secondo luogo, la Corte d’Appello ha completamente ignorato la circostanza, pacifica e documentale, che il nuovo profilo di nullità era emerso ex actis, e specificamente da una produzione documentale della parte convenuta, con la terza memoria ex art. 183 c.p.c.
La giurisprudenza di legittimità, successiva alle Sezioni Unite del 2014, ha costantemente ribadito che il giudice ha il potere-dovere di rilevare dai fatti allegati e provati, o comunque emergenti ex actis, ogni forma di nullità del contratto, anche per motivi diversi da quelli prospettati dalla parte attrice (cfr., ex multis: Cass. Civ., Sez. I, 7 febbraio 2022, n. 3792; Cass. Civ, Sez. VI, 7 luglio 2017, n. 16977; Cass. Civ, Sez. Lavoro, 1° agosto 2018, n. 20388; Cass. Civ, Sez. I, 31 agosto 2021, n. 23655): in tali casi, il contraddittorio si instaura sulla base di fatti già ritualmente acquisiti al processo, senza alcuna alterazione del thema decidendum et probandum.
Quanto alle due sentenze richiamate dalla Corte d’Appello, c’è da dire – per sottolineare la ferma coerenza della S.C. sui principi qui difesi – che di Cass. S.U. n. 41994 del 2021 viene travisata la portata in quanto tale pronuncia, pur ribadendo l’ampiezza del potere officioso del giudice in tema di nullità, ha solo posto un limite all’introduzione di nuovi fatti ad opera delle parti, che andrebbero a modificare la materia del contendere, e non certamente alla rilevazione officiosa di questioni emergenti dai fatti hinc et inde allegati.
Ma anche la sentenza della Corte di Cassazione n. 20713 del 2023, richiamata dalla Corte d’Appello a sostegno delle proprie statuizioni, appare oggetto di un travisamento da parte della Corte territoriale, dal momento che tale sentenza ha affrontato una situazione ben diversa: in quel caso, il profilo di nullità non era emerso ex actis nel corso del giudizio, ma si collegava a una circostanza da sempre conosciuta dalle parti, ancorché non allegata: ragion per cui la Cassazione ha chiarito che il principio della rilevabilità d’ufficio della nullità in base a fatti costitutivi “ritualmente allegati dalle parti” non opera nell’ipotesi in cui “i fatti costitutivi del lamentato vizio negoziale da esaminare ex officio avrebbero potuto e dovuto essere tempestivamente allegati“.
Nulla a che vedere con il caso in commento, di un accordo riservato tra terzi, emerso grazie alla produzione documentale di parte convenuta: quando la circostanza non è conosciuta da una delle parti (o lo è solo tardivamente per iniziativa della controparte), è assolutamente pacifico ed incontroverso che “il giudice ha il potere-dovere di rilevare dai fatti allegati e provati, o comunque emergenti ex actis, una volta provocato il contraddittorio sulla questione, ogni forma di nullità del contratto stesso, anche se per motivi diversi da quelli prospettati da parte attrice nella domanda di nullità” (così, per tutte: Cass. Civ, Sez. VI, 7 luglio 2017, n. 16977).
La decisione di considerare “nuova” e quindi inammissibile la prospettazione della società attrice si traduce, oltre che in una palese violazione dei principi affermati dalle Sezioni Unite, inclusa la pronuncia del 2021, in una offesa al buon senso essendo impensabile che si possa imporre a una parte di allegare, sin dall’atto introduttivo o al più tardi con la prima memoria ex art. 183 c.p.c. (oggi, 171-ter c.p.c.), tutti i possibili profili di nullità, anche quelli di cui non è (e non può essere) a conoscenza.
In conclusione, la decisione della Corte d’Appello di Roma privilegia le preclusioni processuali a un principio cardine del sistema della tutela giurisdizionale; le poche e superficiali parole spese dalla sentenza danno la sensazione che la delicatezza della questione non sia stata percepita, e con essa l’esigenza che il discostarsi da orientamenti consolidati richiede una robusta e innovativa motivazione, specie se si tratta di sentenze pronunciate dalle Sezioni Imprese, che, generando incertezza, possono avere gravi impatti negativi sulle imprese e sul sistema economico.