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1. Come contributo alla riflessione su «l’uso forense dei precedenti», vorrei soffermarmi su una questione che per l’avvocato, oggi, è decisiva: la questione dell’individuazione dei precedenti dotati di forza vincolante. Questione che, poi, porta con sé la domanda su come si misuri la forza vincolante di un precedente[1]. Com’è noto, infatti, per l’avvocato è certamente decisivo individuare i precedenti del caso oggetto della propria difesa, sia quelli favorevoli sia quelli contrari: nel primo caso, per indurre il giudice ad accogliere la tesi patrocinata; nel secondo, per cercare di superarli argomentandone la non applicabilità al caso concreto. Tanto più, evidentemente, n. . .