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Il Tribunale Civile di Cremona[2], tempo fa, si occupò di un caso molto particolare – ma sempre più attuale, atteso il sempre più crescente flusso migratorio di indiani nel territorio italiano -, afferente alla sostituzione dell’originario cognome “Kaur” di una donna indiana con il cognome paterno “Singh“, a seguito dell’acquisizione della cittadinanza italiana da parte del proprio padre, affrontando la problematica, tutt’altro che semplice, dei profili di natura sociologico-religiosa dell’attribuzione del nome nella comunità indiana. Invero, com’è noto, in India non esiste il cognome nell’accezione giuridica dell’o. . .