L’immunità giurisdizionale per acta iure imperii come limitazione “implicitamente accettata” del diritto ad un equo processo

Di Michela Morgese - Fascicolo 3/2022

Il contributo prende le mosse dalla decisione dello scorso 12 ottobre 2021, Causa JC altri c. Belgio, con cui la Corte di Strasburgo, chiamata a pronunciarsi nei confronti della Santa Sede, ha escluso che il rispetto della garanzia dell’immunità giurisdizionale per atti iure imperii possa comportare la violazione del diritto ad un equo processo ex art. 6 CEDU, segnatamente nella forma del diritto di accesso ad un tribunale. Ciò anche in presenza della lamentata violazione dei diritti umani. Il lavoro si propone dunque una riflessione sulla condivisibilità di tale conclusione, alla luce della giurisprudenza sovranazionale, ma anche nazionale, formatasi in materia, nonché della natura (processuale) della norma sull’immunità giurisdizionale e del significato della garanzia di cui all’art. 6 CEDU. È rivolto uno sguardo anche all’applicabilità della garanzia di cui si discute alla Sede Apostolica.

This work is based on the decision of 12 October 2021, Case JC Others v. Belgium, by which the Court of Strasbourg, called upon to give a ruling against the Holy See, has excluded that the respect of the guarantee of the jurisdictional immunity for actions of law imperii can involve the violation of the right to a fair trial ex art. 6 of the ECHR, in particular in the form of the right of access to a court. This also in the light of the alleged violation of human rights. The work therefore proposes a reflection on the sharing of this conclusion, in the light of the supranational jurisprudence, but also national, formed in the matter, as well as the nature (procedural) the rule on immunity from jurisdiction and the meaning of the guarantee referred to in art. 6 ECHR. Attention is also given to the applicability of the guarantee which is being discussed to the Apostolic See.