La scelta del rito quale elemento incidente sul momento di perfezionamento dell’effetto interruttivo della prescrizione del diritto vantato in giudizio

Di Florin Malatesta - Fascicolo 2/2022

La Suprema Corte di Cassazione, nel caso di proposizione dell’azione revocatoria mediante ricorso ex art. 702-bis c.p.c., discostandosi dai suoi copiosi precedenti, ha ammesso quale momento interruttivo della prescrizione del diritto giudizialmente vantato la data dell’avvenuto deposito del ricorso presso la cancelleria del giudice, e non, invece, quella della successiva notificazione alla parte convenuta del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza. Ciò in quanto il mero deposito del ricorso ex art. 702-bis c.p.c. viene ritenuto espressivo della volontà, in chi agisce in giudizio, di dare impulso al processo e, quindi, di interrompere quella condizione di inerzia la cui protrazione nel tempo darebbe necessariamente luogo alla estinzione del diritto per prescrizione.

The Supreme Court of Cassation, deviating from her copious precedents, when a revocatory lawsuit is filed through the lodge of the appeal ex art. 702-bis c.p.c., held that the day of the lodge of the appeal in the records office represents moment of the interruption of the prescription period, and not, instead, the day of the next summons to the defendant of the appeal and the slavish decree which schedules the judicial hearing. This conclusion is possible because the simple lodge of the appeal ex art. 702-bis c.p.c. is considered expression of the claimant’s will to stimulus the trial and, therefore, for interrupting that inactivity situation that, going forward in time, would extinguish the right because of the prescription period.