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La Suprema Corte di Cassazione, nel caso di proposizione dell’azione revocatoria mediante ricorso ex art. 702-bis c.p.c., discostandosi dai suoi copiosi precedenti, ha ammesso quale momento interruttivo della prescrizione del diritto giudizialmente vantato la data dell’avvenuto deposito del ricorso presso la cancelleria del giudice, e non, invece, quella della successiva notificazione alla parte convenuta del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza. Ciò in quanto il mero deposito del ricorso ex art. 702-bis c.p.c. viene ritenuto espressivo della volontà, in chi agisce in giudizio, di dare impulso al processo e, quindi, di interrompere quella condizione di inerzia . . .