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L’introduzione del nuovo processo del lavoro, con la l. n. 533 del 1973, suscitò presso la nostra dottrina un ampio e stimolante dibattito, che si rivelò peraltro assai divisivo e dai toni a volte aspramente polemici, inevitabile portato, del resto, di un contesto storico e culturale caratterizzato da notevoli ruvidezze e marcate contrapposizioni ideologiche. Un confronto il cui interesse è accresciuto dalla constatazione che alcune delle soluzioni tecniche più innovative per le quali aveva optato il legislatore della novella e intorno alle quali maggiormente si accese la discussione, anni dopo sarebbero state “esportate” dal processo del lavoro a quello ordinario di cognizione. Th. . .