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Piero Calamandrei manifestò sempre, in molti suoi scritti, grande ammirazione per Giuseppe Chiovenda, contribuendo significativamente a crearne il mito quale “fondatore” del “moderno” diritto processuale civile italiano. Tale atteggiamento fu giudicato da Franco Cipriani – insigne autore di notevolissimi studi sulla storia di tale disciplina nella prima metà del Novecento – non sincero, ma dettato unicamente da ragioni oblique e “personali”: una tesi, a parere di chi scrive, non solo poco generosa nei confronti del maestro fiorentino ma contraddetta da vari argomenti, anche documentali, dei quali si dà conto in questo lavoro. Piero Calamandrei always expressed, in m. . .