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Cass. 23 marzo 2018, n. 7248 «Quella che chiamiamo verità non è altro che un’eliminazione di errori» (G. CLEMENCEAU, Aux embuscades de la vie). IL CASO A seguito della domanda proposta nel 1997 dai Genitori del piccolo Stefano, affetto da “ipossia cerebrale perinatale” e poi deceduto, con sentenza del 2006 il Tribunale condannò al risarcimento dei danni il Ginecologo che aveva assistito la partoriente durante il travaglio, dopo avere accertato a suo carico sia la violazione dell’obbligo del consenso informato sia l’erroneità e l’intempestività della terapia e dell’intervento chirurgico adottati. Accogliendo l’appello del Ginecologo, cui frattanto – dopo il. . .