Ancora su mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo

Di Alberto Parmentola -

 

Il Tribunale di Torino si è recentemente espresso con due ordinanze circa la vigenza dell’obbligo di esperire il procedimento di mediazione nell’ambito di giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo in materia locatizia, anche allorquando non siano state formulate le istanze ex artt. 648 e 649 c.p.c. I provvedimenti, pronunciati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro e nell’ambito della medesima sezione, costituiscono un contrasto interpretativo nel foro torinese, in quanto giungono a conclusioni diametralmente opposte fra loro circa la necessità di far luogo alla mediazione.

Al fine di comprendere i termini del problema occorre rammentare che l’art. 5 co. 1-bis del d.lgs. 4 marzo 2010 n, 28 dispone che <<chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto>>.

Con specifico riguardo al procedimento per decreto ingiuntivo, il comma 4 del medesimo articolo dispone che l’obbligo di mediazione non si applica <<nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione>>. La ratio di tale diposizione è comunemente individuata nell’esigenza di celerità sottesa al procedimento monitorio: con esso infatti il creditore mira a munirsi in tempi brevi di titolo esecutivo, che può essere costituito da un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo o comunque non opposto nel termine di 40 giorni o ancora da un decreto la cui provvisoria esecuzione sia concessa dal Giudice dell’opposizione. Chiaramente, laddove egli fosse onerato di esperire la mediazione obbligatoria prima di depositare il ricorso monitorio sarebbe frustrato in questa sua esigenza: per questo motivo, il legislatore ha disposto che l’obbligo di mediazione sorga solamente dopo che sia stato pronunciato il decreto ingiuntivo e si sia discusso della sua esecutività nell’ambito della prima udienza del procedimento di opposizione[1].

Questa disposizione ha sollevato tuttavia diversi problemi interpretativi[2], fra i quali il più noto ha riguardato l’individuazione del soggetto onerato di attivare il procedimento di mediazione disposto dal Giudice a seguito della prima udienza e le conseguenze della sua inerzia sulle sorti del decreto opposto. Secondo un primo orientamento, fatto proprio in un momento iniziale dalla stessa Corte di Cassazione[3], onerato era da ritenersi il debitore opponente in quanto attore in senso formale e soggetto interessato alla prosecuzione del giudizio di opposizione: per conseguenza, laddove costui si fosse astenuto dall’attivare il procedimento di mediazione, il decreto ingiuntivo si sarebbe definitivamente consolidato. Secondo una diversa tesi, invece, soggetto onerato è il creditore opposto, in quanto attore in senso sostanziale, di talché in caso di mancata attivazione del procedimento di mediazione il decreto opposto perderebbe di efficacia. Come è noto, su questo contrasto interpretativo sono recentemente intervenute le Sezioni Unite, che hanno aderito al secondo degli orientamenti sopra esposti[4].

Diverso problema interpretativo, sul quale si sono interrogate le ordinanze in commento, riguarda la necessità stessa di esperire il procedimento di mediazione laddove non siano state proposte le istanze ex artt. 648 e 649 c.p.c. Secondo il dato letterale della norma, infatti, l’obbligo della mediazione è escluso nel procedimento monitorio <<fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione>>. Dalla lettura di tale norma può ricavarsi l’impressione che la proposizione delle istanze “interinali” sia data per scontata e che non venga contemplata la possibilità che un creditore rinunci a domandare la provvisoria esecutività di un decreto che non ne fosse in origine munito – o che al contrario un debitore si astenga dal domandare la sospensione della provvisoria esecutività già concessa. Per conseguenza, la norma non si pronuncia sull’ipotesi, certo remota ma non impossibile, in cui tali istanze non vengano formulate. Per vero, la medesima impressione può trarsi dalla lettura di numerosi commenti dottrinali[5]  e pronunciamenti giurisprudenziali[6], che, nell’analizzare tale disposizione, non considerano l’eventualità che i provvedimenti interinali non vengano domandati.

Le ordinanze in commento mostrano invece che tale ipotesi è possibile, non solo in teoria ma anche nella pratica giudiziaria. Esse infatti traggono origine da due casi in cui il locatore – ente pubblico di edilizia sociale – aveva ottenuto due diversi decreti ingiuntivi non provvisoriamente esecutivi contro diversi conduttori per il pagamento di canoni di locazione, decreti cui si opponevano i conduttori, eccependo la (parziale) prescrizione dei crediti azionati; in tale giudizio, il locatore si asteneva dal domandare la provvisoria esecutività dei decreti opposti, essenzialmente al fine di non doversi far carico dell’imposta di registro, e non doverne chiedere la rifusione ai debitori, assegnatari di alloggi di edilizia sociale. I giudizi venivano affidati a due diversi Giudici istruttori ed alle prime udienze i debitori eccepivano l’improcedibilità dei giudizi per mancato esperimento della mediazione, obbligatoria in quanto le controversie inerivano a rapporti di locazione. I due Giudici – come già si è detto – hanno pronunciato ordinanze di segno opposto, l’una accogliendo l’eccezione di improcedibilità (invitando quindi le parti ad esperire il procedimento di mediazione), l’altra respingendola (dando dunque immediato corso all’ulteriore trattazione della causa).

Queste ordinanze rispecchiano gli opposti orientamenti che la dottrina e la giurisprudenza hanno sviluppato sino ad oggi sul tema.

Infatti, secondo un primo orientamento occorre valorizzare il dato letterale della norma, che subordina esplicitamente l’insorgenza dell’obbligo di mediazione alla decisione sulle istanze sulla provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, di talché, laddove queste non vengano presentate, <<non [è] ancora integrata e quindi rilevabile la condizione per l’operare delle previsioni sulla mediazione obbligatoria>>[7]. Dunque, laddove non vengano presentate le istanze circa l’esecutività del decreto ingiuntivo opposto, non sorge mai l’obbligo di esperire procedimento di mediazione, cosicché il giudizio di opposizione può proseguire – e financo giungere a conclusione – senza che venga mai svolta la mediazione[8]. Pare aderire a questo orientamento, seppure in un obiter dictum, anche l’ordinanza del 12 luglio 2019 n. 1874 della Corte di Cassazione[9], di rimessione alle Sezioni Unite della questione circa l’individuazione del soggetto onerato di esperire il procedimento di mediazione, di cui si è discorso supra. Si legge infatti in essa: <<Il comma 4 dell’art. 5 prevede, fra l’altro, che l’indicata disciplina non si applica ai procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione. Ne discende che, costituendo i provvedimenti di cui agli artt. 648 e 649 c.p.c. una mera eventualità nel processo, il procedimento di mediazione potrebbe non trovare per nulla applicazione nell’opposizione a decreto ingiuntivo>>. Le Sezioni Unite evocate con tale ordinanza, peraltro, non hanno preso posizione sul punto.

A questo orientamento si rifà la prima delle ordinanze in commento, la quale ha ritenuto di non onerare le parti di tentare la mediazione: “Rilevato che, ai sensi dell’art 5 co 4 D.Lgs n. 28/10 “I commi 1-bis e 2 non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione”; Rilevato che, nel caso di specie, le parti non hanno proceduto alla mediazione che risulta non obbligatoria; Ritenuto pertanto fissare udienza di discussione ex art 429 c.p.”.

Secondo un diverso orientamento, invece, l’obbligatorietà del procedimento di mediazione è legata non già al particolare svolgimento del giudizio di opposizione ma all’oggetto della lite, cosicché esso dovrà essere comunque esperito successivamente alla prima udienza ogniqualvolta la controversia riguardi una delle materie di cui all’art. 5 comma 1-bis d.lgs. 28/2010, indipendentemente dalla proposizione di istanze circa la provvisoria esecutività del decreto opposto[10]. Infatti, la proposizione delle istanze ex artt. 648 e 649 c.p.c. è rimessa alla mera volontà delle parti del processo e <<appare […] incongruo escludere l’obbligatorietà della mediazione in base ad un elemento così occasionale>>[11].

A questo diverso orientamento si rifà la seconda delle ordinanze in commento, la quale ha ritenuto che “il procedimento monitorio in materia locatizia non è soggetto all’obbligo di (preventivo) esperimento della mediazione obbligatoria al fine di consentire al creditore di procurarsi celermente un titolo esecutivo; allorché viene instaurato il giudizio di opposizione, che si deve svolgere nelle forme ordinarie, una volta esaurita la fase attinente all’esecutività del decreto ingiuntivo, non può che rivivere l’obbligo di esperimento del procedimento di mediazione in ragione della materia del contendere e della causa petendi e ciò indipendentemente dall’ eventuale iniziativa processuale della parte convenuta, avente a oggetto istanza di concessione della provvisoria esecuzione”.

Questo pare l’orientamento preferibile a parere di chi scrive. Infatti, il particolare procedimento previsto in materia di rito monitorio deve essere inteso unicamente come norma di favore a tutela delle esigenze di celerità ad esso sottese e non invece quale deroga all’obbligo di esperire la mediazione. Altrimenti opinando, giudizi aventi il medesimo oggetto potrebbero essere soggetti o, al contrario, sottratti a tale obbligo sol a causa di una scelta unilaterale della parte, che, astenendosi dal domandare la pronuncia dei provvedimenti interinali, farebbe venir meno la necessità di mediazione, in ogni altro caso vigente. Pare evidente che, a fronte della volontà dal legislatore di assoggettare determinate materie all’obbligo di mediazione in ragione di una maggior probabilità di risoluzione stragiudiziale, non sia ipotizzabile che l’attore possa incardinare un procedimento in toto giudiziale – senza accesso alle ADR – attraverso una sua propria scelta processuale.

D’altronde, atteso che le istanze ex art. 648 c.p.c. devono essere richieste in prima udienza, laddove il creditore si sia astenuto dal formularle, è anche possibile ritenere che il dibattito circa la provvisoria esecutività del decreto opposto si sia già implicitamente esaurito, con ciò pienamente integrando la condizione di legge.

Ad ogni modo, di fronte ad un contrasto ermeneutico che rischia di vulnerare la certezza del diritto, non resta che auspicare un intervento del legislatore o, quantomeno, un consolidarsi della giurisprudenza nell’uno o nell’altro senso. Purtroppo, occorre constatare che neppure la legge 26 novembre 2021 n. 206 di delega al Governo all’emanazione di decreti legislativi per la riforma del processo civile ha fatto chiarezza sul punto: infatti, essa ha disposto che il Governo in materia di mediazione e negoziazione assistita si attenga ai criteri direttivi di cui al comma 4 dell’art. 1, fra i quali tuttavia non si rinviene alcunché circa il regime della mediazione obbligatoria nel caso in cui le istanze ex artt. 648 e 649 c.p.c. non vengano domandate.

[1] Cfr. Tedoldi, Mediazione obbligatoria e opposizione a decreto ingiuntivo, in Giur. It. 2012, 2621

[2] Per una disamina dei dubbi interpretativi riguardanti la mediazione obbligatoria cfr. Giallongo in www.judicium.it.

[3] Cass. Civ. Sez. III 3 dicembre 2016 n. 24629, in Giur. It. 2016, 71 con nota di E. Benigni, Mediazione a decreto ingiuntivo: onerato dell’avvio è l’opponente

[4] Cass Civ., Sez. Un., 18 settembre 2020 n. 19596, in questa rivista con nota di Sandulli e di Magliulo; cfr anche Giur. It. 2021, 338 con nota di Amendolagine, Nell’opposizione a decreto ingiuntivo la mediazione grava sul creditore e Foro it. 2020, I, 3434 con nota di Dalfino, La (persuasiva) soluzione delle sezioni unite in tema di mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo

[5] Cfr. Benigni, op. loc. ult. cit., Dalfino D., Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: quando la cassazione non è persuasiva (Nota a Cass. Civ., sez. III, n. 24629, Soc. Alpigest c. Soc. Badesi), in Foro It. 2016, I, 1325, Fabbrizzi, Mediazione obbligatoria, opposizione a decreto ingiuntivo e termini processuali (Nota a T. Padova, 18 aprile 2018, Soc. Leader Unifeed c. Soc. Dobank), in Giur. It. 2019, 96, Tavartkiladze, L’opposizione a decreto ingiuntivo e l’esperimento del tentativo di mediazione ai sensi del d.lgs. 28/2018 (Nota a Cass. Civ., sez. III, 3 dicembre 2015 n. 24629, Soc. Alpigest c. Soc. Badesi), in Riv. Arb., 2016, 112, Cusumano, Opposizione a decreto ingiuntivo: su chi incombe l’obbligo di azionare la mediazione? Urge un intervento chiarificatore, in www.lanuovaproceduracivile.com

[6] Trib. Varese 18 maggio 2012, in Giur. It., 2012, 2620 con nota di Tedoldi, Trib. Firenze 17 gennaio 2016, in Società 2016, 1148, Trib Chieti 8 settembre 2015, in Quotidiano Giuridico, 30 settembre 2015

[7]Così Giordano, Note in tema di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in Giust. Civ., 2013, n. 9, 489

[8] Aderiscono a questo orientamento Trib. Napoli 7 maggio 2013 in https://www.legale.leggiditalia.it/#id=10SE0001331157,__m=document. In dottrina, Brunialti, Opposizione a decreto ingiuntivo e mancato esperimento della mediazione obbligatoria (Nota a Cass. Civ. sez. III, 3 dicembre 2015 n. 24629, Soc. Alpigest c. Soc. Badesi) in Foro It. 2016, I, 1321, Trisorio Liuzzi, Sull’onere di promuovere la mediazione dopo l’opposizione a decreto ingiuntivo (Nota a Cass. Civ. Sez. III, 3 dicembre 2015 n. 24629, Soc. Alpigest c. Soc. Baldesi), in Giusto Processo Civ. 2016, 111, Giannini P. e Gentile F., Istanza di mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: rimessa alle sezioni unite la questione, in https://rivista.camminodiritto.it/articolo.asp?id=5147, Violante V., Opposizione a decreto ingiuntivo e onere della mediazione obbligatoria ex d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, in www.judicium.it, Masoni, Tipologie di mediazione nei rapporti col processo, in Giur. di mer., 2012, p. 65.

[9] In Corriere Giur. 2019, 1279 con commento di Consolo, Mediazione nelle cause di opposizione a decreto ingiuntivo (equo processo, garanzia di difesa versus ovvia breve durata del processo negato)

[10] Aderiscono a questo orientamento Balena, Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione obbligatoria (Nota a Cass. Civ. Sez. III, 3 dicembre 2015 n. 24629, Soc. Alpigest c. Soc. Badesi), in Riv. Dir. Proc. Civ., 2016, 1284, Ferraris F., Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione obbligatoria: una questione ancora a aperta (Nota a Trib. Bologna, 4 luglio 2016), in Nuova Giur. Comm. 2017, 202; Minelli, Permane il contrasto su chi sia onerato tra opponente ed opposto ad introdurre il tentativo obbligatorio di mediazione, in Società, 2016, 1153, De Stefano, Valitutti, Il decreto ingiuntivo e l’opposizione, Padova, 2013, 442; Ferrari, Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione: l’ultima parola della Suprema Corte, in http://www.eclegal.it/it/opposizione-decreto-ingiuntivo-mediazione-lultimaparola-suprema-corte, Tedoldi, Commento sub art. 652, in Comm. C.P.C., a cura di L.P. Comoglio, C. Consolo, B. Sassani, R. Vaccarella, Milano, 2014, vol. VII, t. 1, 882, E. Garbagnati, A. Romano, Il procedimento di ingiunzione, 2012, Milano, 245, L. Dittrich, Il procedimento di mediazione nel d.lgs. n. 28 del 4 marzo 2010, in www.judicium.it

[11] Lupoi, Rapporti tra procedimento di mediazione e procedimento civile, in www.judicium.it