A proposito di una nuova pubblicazione: “Etica e giustizia. Rivista di cultura giuridica”

Di Bruno Sassani e Andrea Panzarola -

La Comunità dei giuristi ha motivo di rallegrarsi. Ha infatti recentemente visto la luce una nuova rivista dedicata ad un tema altrettanto cruciale che trasversale, esibito in maniera inequivocabile dal suo titolo: “Etica e giustizia. Rivista di cultura giuridica”. L’importante iniziativa editoriale è stata promossa dal Prof. Marco Gradi, che ha assunto la direzione della rivista. L’impegno profuso per realizzare un obiettivo così ambizioso è testimoniato anzitutto dal coinvolgimento di personalità della più varia estrazione nel comitato scientifico, del quale sono chiamati a far parte amministrativisti, civilisti, filosofi e storici del diritto, romanisti, comparatisti, costituzionalisti, studiosi del processo, ecc. Per di più, il consiglio internazionale della rivista è composto da figure di primissimo piano del panorama giuridico europeo, latinoamericano, statunitense e nipponico. I due numeri della rivista sinora pubblicati da Editoriale Scientifica (1/2025 e 2/2025) sono organizzati in una prima parte riservata ai “saggi” e in parti ulteriori felicemente denominate “esperienza giuridica”, “visioni”, “echi”, “studi e ricerche” e (a cominciare dal numero 2/2025) “dialoghi”. Nel breve giro di pochi mesi – e ad ulteriore tangibile dimostrazione della passione e serietà che ispirano gli animatori della complessiva proposta culturale qui segnalata – sono apparsi anche i Quaderni di “Etica e giustizia” (il primo numero di questi Quaderni – dal titolo seducente: L’avvocato e la giustizia – raccoglie gli atti di un seminario di studi messinese del 2024).

Non può destare meraviglia che il motore dell’intera iniziativa sia Marco Gradi, le cui ricerche sul processo attestano notoriamente una spiccata inclinazione a tematizzare le complesse relazioni che intercedono fra dimensione formale del diritto e profili sostanziali di matrice etica ed insieme una rara propensione a combinare fruttuosamente quella dimensione e questi profili. Ecco allora che, nella impossibilità di addentrarci in un esame dettagliato degli stimolanti contenuti dei due numeri della rivista già pubblicati, appare quantomeno opportuno porre in luce gli scopi perseguiti con la sua fondazione, quale esemplarmente delucidati nelle pagine che aprono il primo numero di Etica e giustizia dovute alla penna del suo direttore. Le considerazioni che vi sono sviluppate possono intendersi come i tasselli di un vero e proprio “manifesto”. Nel quale primeggia per rilevanza la esplicita determinazione dell’obiettivo avuto di mira, che ha a che fare con un sentimento di insoddisfazione per lo stato di cose presente: “gli studi sul rapporto tra etica e diritto” – scrive Gradi – “sono già molto ampi e variegati”, “ma manca ancora uno spazio collettivo dedicato esclusivamente alle riflessioni dei giuristi”. Ebbene, “questo compito viene adesso raccolto” – ci assicura il direttore di Etica e giustizia – dalla Rivista”. In bocca al lupo da noi tutti di Judicium, quindi!