Il sequestro conservativo di averi bancari nel sistema cautelare di derivazione europea

Di Maria Laura Guarnieri - Fascicolo 1/2019
Il reg. n. 655/2014 introduce nel settore della cooperazione giudiziaria civile il sequestro conservativo di averi bancari. Con la sua vocazione pan-europea lo strumento si affianca, aggiungendosi, alle misure cautelari di diritto interno eseguibili ai sensi del reg. n. 1215/2012, e concorre con esse alla tutela dei crediti civili e commerciali a carattere transfrontaliero. Il rapporto di alternatività tra i due livelli di tutela impone di indagare le relazioni che si instaurano tra il modello uniforme ed il sequestro conservativo presso terzi disciplinato dall’art. 671 c.p.c., al fine di individuare le fattispecie che si prestano all’applicazione delle norme europee.  La trattazione prenderà le mosse da una panoramica del regime cautelare che precede l’introduzione del sequestro di averi bancari e che tuttora presidia l’attuazione dei crediti civili, a latere del nuovo regolamento. In questa prospettiva saranno passate in rassegna le norme che all’interno del reg. n. 1215/2012 imbastiscono un sistema di tutela urgente per i crediti transfrontalieri; saranno evidenziati i limiti di tale sistema e, specularmente, i punti di forza della misura uniforme, prendendo spunto dalle ipotesi in cui viene in rilievo un’esigenza di tipo conservativo. Nella selezione delle fattispecie concrete particolare attenzione sarà dedicata al caso in cui la tutela conservativa si inserisce nelle more dell’esecuzione forzata e si pone come strumentale rispetto alla posizione del creditore titolato. Una volta ricostruito il background normativo su cui si adagia il sequestro bancario, il lavoro procederà con la disamina delle disposizioni che scandiscono il rito delineato dal reg. n. 655/2014. Le battute conclusive saranno dedicate ad un confronto tra il provvedimento di sequestro ed i titoli esecutivi di provenienza comunitaria, avendo cura di evidenziarne assonanze, differenze e sovrapposizioni.
Reg. n. 655/2014 established a European account preservation order procedure to facilitate cross-border debt recovery. With its European aptitude, the instrument supports, in addition, national protective measures enforceable under the reg. n. 1215/2012, and contributes with them to the implementation of civil and commercial credits in cross-border cases. The alternation between the two levels of protection requires to investigate the relationships established between the European measure and the preservation order regulated in article 671 c.p.c., in order to identify cases that are suitable for the application of European standards. The discussion will begin with an overview of the provisional system which precedes the introduction of reg. n. 655/2014 and which still oversee the implementation of civil claims beside the new Regulation. In this perspective, the essay will trace the rules that set up a provisional system for cross-border claims under reg. n. 1215/2012; it will highlight the limits of this system and, in a specular way, the strengths of the uniform remedy, by basing on the cases in which it appears necessary to adopt a protective measure. Particular attention will be given to the case in which the preservation order is linked to the enforcement of judgments. Once the regulatory background on which the bank attachment is settled has been explained, the text will consider the proceeding outlined by the reg. n. 655/2014. The last lines will be dedicated to a comparison between account preservation order and European enforcement orders, taking care to highlight similarities and differences.