Il periculum in mora nelle obbligazioni solidali

Nella ipotesi di obbligazione solidale, nella valutazione del pericolo ai fini della concessione della tutela cautelare deve aversi riguardo al patrimonio del singolo condebitore e non a quello di tutti i soggetti coinvolti, atteso che ogni diversa conclusione contrasterebbe con la struttura e la ratio della solidarietà, che si tradurrebbe in una difficoltà e non in un vantaggio per il creditore.

Di Alessio Bonafine -

T. Bari 25 luglio 2018

La pronuncia che si segnala affronta un tema di sicuro interesse, già coltivato nell’ambito di un rilevante dibattito (non solo) giurisprudenziale. E’ infatti discusso se, nel caso di obbligazione solidale, il periculum in mora debba essere accertato esclusivamente nei confronti del condebitore contro il quale il creditore ha agito, ovvero si debba tenere conto delle condizioni economiche della totalità dei condebitori, di modo che il sequestro conservativo possa essere concesso solo quando il periculum sussista nei riguardi di tutti.

L’occasione per contribuire all’esame della problematica è offerta al Tribunale di Bari da un’azione di responsabilità promossa nei confronti di ex-amministratori, ex-sindaci, e dell’ex-direttore generale di una BCC. Tra i convenuti, anche un ex-consigliere di amministrazione della Banca, nei cui confronti veniva articolata domanda di sequestro conservativo per tutti i suoi beni e crediti. Ciò in ragione della prospettazione, ricavabile dalla consulenza tecnica di ufficio, di un danno imputabile alla condotta del predetto e del compimento, da parte del medesimo, di un atto dispositivo di un immobile di proprietà tale da ridurne la già ritenuta insufficiente garanzia patrimoniale.

Alla pronuncia in commento il Tribunale perviene a chiusura dell’udienza di comparizione fissata ai sensi dell’art. 669-sexies, comma 2, c.p.c., dopo la concessione del sequestro inaudita altera parte; in particolare – rifiutando la tesi della valutazione globale del pericolo, ritenuta non convincente “in quanto non conforme alla struttura della obbligazione solidale” – accogliendo il ricorso e confermando il decreto.

Il dictum si distacca da un differente orientamento della giurisprudenza di merito, che era giunta a opposte conclusioni argomentando sul rilevo per cui la solidarietà adempie a funzioni di garanzia e, pertanto, ai fini dell’art. 2740 cod. civ., occorrerebbe tenere conto del complesso dei patrimoni degli obbligati, essendone ammissibile la considerazione separata solo nelle obbligazioni solidali ad interesse unisoggettivo nel caso di previsione del beneficio di escussione (cfr. Trib. Bari, 13 marzo 1996, in Foro it., 1997, 2702; Trib. Milano, 22 ottobre 1997, in Giur. it., 1998, 963; Trib. S. Maria C.V. 20 gennaio 2004, in Le società, 2004, 754).

In senso contrario, tuttavia, era stato già condivisibilmente osservato (finanche con pronunce di legittimità; v., tra le prime, Cass. 11 gennaio 2005, n. 379; Cass. 26 marzo 2001, n. 4364) che l’obbligazione solidale si fraziona, anche fuori dai casi di beneficio di escussione, in una pluralità di rapporti corrispondenti al numero degli obbligati, ognuno avente ad oggetto l’intera ed identica obbligazione (con la conseguenza che alla citazione in giudizio di tutti i condebitori in solido non consegue un litisconsorzio necessario ma l’instaurazione di più cause tra loro distinte – e scindibili – ciascuna avente quali parti il creditore ed un condebitore in solido), ed a ciascuno di tali rapporti è correlata la garanzia generica del patrimonio di ogni condebitore, ex art. 2740 cod. civ., con i poteri che al creditore competono a tutela della garanzia medesima, compreso il sequestro conservativo (in questi termini, nella giurisprudenza di merito, v. Trib. Napoli, 7 luglio 2006, in dejure.it).

D’altronde, ai sensi dell’art. 1292 cod. civ., ove non sia diversamente stabilito, il creditore è libero di agire per l’adempimento nei confronti di ciascuno dei debitori; e se ciò vale per la legittimazione all’iniziativa esecutiva, così medio tempore può dirsi anche per la domanda cautelare, “senza che sia tenuto a considerare le condizioni economiche di coobbligati contro i quali ha ritenuto di non agire”.

E’ all’ultimo degli indicati orientamenti, quindi, che il Tribunale di Bari dimostra di volere ragionevolmente aderire, altresì condividendo un ulteriore argomento, strettamente connesso alle esigenze di tutela del creditore sottese alla regola della solidarietà, la quale infatti “se il pericolo di non soddisfacimento del credito divenisse subordinato alla sussistenza di analogo pericolo riguardo agli altri debitori […] si tradurrebbe in una difficoltà per il creditore e non in un vantaggio”.

Con maggiore impegno esplicativo, nell’iter motivazionale del Tribunale si coglie l’aspetto della necessità di non limitare la facoltà di scelta spettante al creditore, il quale, atteso che ai sensi dell’art. 1308 cod. civ. la domanda proposta contro uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri neppure come costituzione in mora, sarebbe altrimenti costretto a promuovere l’azione nei confronti di tutti, così ottenendo il risultato di rendere ancora più difficile proprio la tutela che dovrebbe essere assistita da maggiori garanzie (ex multis, già Trib. Pordenone, 18 novembre 1998, in Giur. it., 1999, 2082; Trib. Frosinone, 24 aprile 1996, in Banca, borsa, tit. cred., 1997, 191).

Scarica il commento in pdf