OFFICE DU JUGE, LEGGE STRANIERA E ONERE DELLA PROVA

Di Federica Porcelli -

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Ai sensi dell’art.3 CC il giudice francese, che ritenga applicabile alla controversia il diritto straniero, ha l’onere di individuarne la portata, d’ufficio o anche con l’ausilio delle parti, e di decidere la controversia in modo conforme al diritto straniero medesimo.

La Corte di cassazione francese torna ad occuparsi, con la pronuncia segnalata, della questione relativa alla determinazione dell’estensione dell’office du juge con riferimento ai casi in cui la soluzione della controversia presupponga l’applicazione del diritto straniero (cfr. Com. 24 juin 2014, n. 10-27648; Civ. 1re, 28 juin 2005, n. 00-15.734 e Com. 28 juin 2005, n. 02-14.686). In particolare, si pone il problema di stabilire se tra i compiti del giudice nazionale francese rientri anche quello di ricercare – e pertanto di conoscere – l’esatto contenuto del diritto straniero individuato attraverso la legge di diritto internazionale privato francese o se invece tale onere incomba alle parti.

A tal proposito e con riferimento al caso di specie, occorreva verificare l’esistenza o meno – secondo il diritto straniero – di un principio di riservatezza regolante la corrispondenza tra avvocati iscritti, rispettivamente, a consigli dell’ordine statunitensi e canadesi e ciò onde poter decidere l’istanza tendente a far escludere dagli atti della causa i documenti relativi allo scambio di corrispondenza tra i predetti avvocati. Ebbene, se la Corte di appello aveva rigettato tale istanza, facendo leva sull’argomento secondo cui il principio di riservatezza nella corrispondenza non sarebbe applicabile a tali documenti, in quanto non disciplinati dalle regole deontologiche francesi; la Corte di cassazione censura, invece, i giudici di merito proprio per non aver ricercato il contenuto del diritto straniero applicabile alla lite e per avere, pertanto, violato l’art. 3 CC.

Di tal guisa la Corte conferma il principio già elaborato da Civ. 1re, 28 juin 2005, n. 00-15.734 e Com. 28 juin 2005, n. 02-14.686 e afferma l’onere per il giudice francese di contribuire, nel rispetto del principio del contraddittorio, ad individuare il contenuto del diritto straniero e ciò con l’eventuale collaborazione vuoi del servizio internazionale della Cancelleria vuoi delle parti medesime. Ne deriva pertanto che il giudice francese non potrà rigettare una domanda per il sol fatto di non esser riuscito a determinare la portata del diritto straniero applicabile alla controversia.

Giova, peraltro, in proposito precisare che, siccome resta ferma la qualificazione della questione relativa all’individuazione del contenuto del diritto straniero quale quaestio facti, il controllo sul punto espletato della Corte di cassazione è limitato al vizio di motivazione per dénaturation (i.e. travisamento): ossia nella verifica che il giudice di merito abbia effettivamente – e correttamente – precisato il contenuto della legge straniera su cui fonda la decisione.

Federica Porcelli