Le conseguenze della ingiustificata mancata partecipazione al primo incontro di mediazione

Il dissenso alla mediazione, ai fini della sua validità, deve essere personale, consapevole, informato e motivato

Di Paola Licci -

T. Vasto 6 dicembre 2016

In una controversia relativa a contratti bancari, l’attore, prima di promuovere il giudizio innanzi al tribunale competente, e in ossequio all’art. 5 d. lgs. 28/2010 in forza del quale in subiecta materia il tentativo di conciliazione ha natura obbligatoria e deve essere promosso a pena di improcedibilità della domanda giudiziale, propone istanza di mediazione, invitando la controparte a partecipare al procedimento.

A tale invito risponde l’istituto bancario, manifestando la volontà di non partecipare alla prima seduta di mediazione e giustificando le ragioni del rifiuto.

Per il Tribunale di Vasto tale comportamento non può costituire il giustificato motivo che legittimerebbe secondo la legge la mancata partecipazione all’incontro.

Ed invero, l’assenza si palesa ingiustificata tutte le volte nelle quali la parte non adduca delle ragioni oggettive che non consentono la sua partecipazione e la sua presenza dinanzi al mediatore. Tali sono ad esempio tutti quegli impedimenti che possono colpire il soggetto interessato a partecipare all’incontro ma che materialmente non può prendervi parte e che eventualmente consentirebbero al mediatore di spostare la data stabilita per il primo confronto tra i litiganti innanzi a lui.

Non possono invece costituire giustificate ragioni di assenza le indicazioni dei motivi per cui la parte non ritiene di voler iniziare la procedura di mediazione. Sicchè, tutte le volte nelle quali prima dell’incontro il convenuto comunichi alla segreteria dell’organismo la mancanza di volontà di avviare la mediazione, così giustificando la propria assenza, il giudice successivamente adito potrà valutare tale comportamento ai sensi dell’art. 116, comma 2 c.p.c. nonché, sul piano della responsabilità aggravata, ai sensi dell’art. 96 comma 3 c.p.c.

D’altronde, ragionando diversamente, si finirebbe per svilire la funzione del primo incontro di mediazione. Ed invero, in tale prima udienza, il mediatore incontra le parti e spiega loro la finalità della procedura, le sue modalità di svolgimento e i possibili vantaggi, anche fiscali, della mediazione rispetto al processo.

Consentire al convenuto di optare per la mancata partecipazione comunicando tale scelta per iscritto prima dell’incontro, senza aver acquisito le necessarie informazioni sulla procedura e sulla controversia, non è compatibile con una decisione consapevole ed informata e pertanto non può mai considerarsi un dissenso giustificato alla mediazione. Solo dopo il primo incontro le parti potranno ragionevolmente esprimere la loro posizione negativa rispetto alla ricerca di una soluzione conciliativa, tanto vero che il comma 2 bis dell’art. 5 d l.gs. 28/2010 prevede che quando il tentativo di mediazione è obbligatorio, la condizione di procedibilità si considera avverata se le parti dopo il primo incontro non raggiungono l’accordo. Essenziale è perciò che il primo incontro si svolga: da un lato, per garantire il rispetto della condizione di procedibilità e, dall’altro, per consentire alle parti di compiere una scelta consapevole e informata di dissenso verso la mediazione.

Ulteriore conseguenza della ingiustificata mancata partecipazione è la condanna della parte invitata che non abbia aderito, ai sensi dell’art. 8 comma 4 d. lgs. 28/2010, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Il Tribunale di Vasto specifica che l’applicazione di tale sanzione non è discrezionalmente valutabile da parte del giudice ma è automaticamente comminabile tutte le volte nelle quali la parte che non ha partecipato al procedimento non fornisca idonea giustificazione alla propria condotta. Inoltre l’operatività della misura sanzionatoria non è collegata all’esito del giudizio di merito, potendo il giudicante irrogarla anche alla prima udienza, una volta verificata l’ingiustificatezza dell’assenza in mediazione.