La riforma del diritto della crisi dell’impresa al tempo dell’epidemia Covid-19

Di Claudio Cecchella - Fascicolo 2/2020

Il saggio analizza la disciplina dell’emergenza, in occasione dell’epidemia dovuta a Covid-19, dedicata dall’ordinamento italiano al regime concorsuale della crisi di impresa, con un approccio critico. In particolare si evidenziano i rischi di un superamento del patrimonio ideale che aveva ispirato la legge delega e il codice della crisi, soggetto ad un ulteriore lungo periodo di vocatio, particolarmente nell’insieme degli istituti dedicati all’emersione della crisi, affinché non si converta in insolvenza, e ai rimedi di carattere negoziale offerti dalla legge. Negli interventi volti ad escludere il rilievo dell’insolvenza agli effetti della fallibilità o dilazionare i tempi della presentazione dei piani concordatari e dell’esecuzione di quelli già omologati, e volti a sospendere il regime protettivo del capitale sociale a tutela dei creditori, il legislatore non distingue infatti tra imprese la cui crisi ha matrice nel lockdown dovuto all’epidemia e imprese la cui crisi, o addirittura insolvenza, ha origini in periodi più lontani. Si è infine evidenziato come la legislazione di emergenza non abbia più proficuamente introdotto benefici, sul modello della abrogata amministrazione controllata, che tengano conto dell’origine della crisi da imputare esclusivamente nella chiusura delle attività industriali e commerciali e nella conseguente riduzione della domanda sul mercato dovuta all’epidemia, nonché abbia dimenticato la estensione dei benefici al nuovo soggetto, ormai protagonista come l’imprenditore del diritto concorsuale, quel debitore civile il cui sovra-indebitamento non viene fatto oggetto di disciplina particolare.

The assay analyzes the emergency’s discipline, on the occasion of the epidemic due to Covid-19, dedicated by the Italian legal system to the insolvency’s regime of the business crisis, with a critical approach. In particular, the risks of overcoming the ideal patrimony that had inspired the delegation law and the crisis code, on the subject of a further long term of vocation, are highlighted, particularly in the set of institutes dedicated to the onset of the crisis, avoid that it converts into insolvency, and to negotiating remedies offered by law. In the interventions aimed at excluding the relevance of insolvency to the effects of fallibility or delaying the times of the presentation of the composition with creditors plans and of execution of those already approved, and aimed at suspending the protective regime of the sociale capital, used to protect creditors, the legislator doesn’t distinguish between companies whose crisis is due to the lockdown caused by the epidemic and companies whose crisis, or even insolvency, has origins in more distant periods. Lastly, emerged how the emergency legislation hasn’t profitably introduced benefits, on the model of the repealed subsidiary administration, which take into account the origin of the crisis that should be attributed exclusively to the closure of industrial and commercial activities and in the consequent reduction of market demand due to the epidemic, and how has forgotten to provide the extension of benefits to the new subject, now protagonist as the entrepreneur of the insolvency law, that civil debtor whose over-indebtedness is not made object of a particular discipline.