La cancellazione della società dal registro delle imprese: l’effetto interruttivo e la sorte delle “mere pretese” e dei “crediti illiquidi”

Di Veronica Proietti - Fascicolo 2/2018

L’istituto della cancellazione della società dal registro delle imprese apre una serie di complessi scenari interpretativi, rispetto ai quali dottrina e giurisprudenza sono da decenni impegnate in un estenuante dibattito. La sentenza in commento mostra come, nella prassi, le soluzioni offerte dalle note sentenze a Sezioni Unite del 2013 prestino il fianco ad obiezioni difficilmente ignorabili. Ciò sia con riferimento alla questione dell’efficacia interruttiva del giudizio che si vorrebbe attribuire alla cancellazione; sia con riferimento al tema delle “mere pretese” e dei “crediti illiquidi”. Su quest’ultimo punto la Cassazione ha adottato una soluzione tranchant, deducendo dalla iscrizione della cancellazione una manifestazione della volontà abdicativa societaria nei confronti dei crediti ancora incerti/illiquidi e delle mere pretese. Le conseguenze pratiche di questo orientamento si risolvono, molto spesso, in un pregiudizio sia per i creditori societari, sia per i soci.

The institution of cancellation of the company from the companies register opens a series of complex scenaries, with which doctrine and jurisprudence have been busy on exhausting discussions for decades. The judgement above mentioned showes how, in praxis, the solutions offered from 2013 by the known “United departments” judgements may be subject to objections that are difficult to ignore. That is, both in reference to the theme of mere claims (“mere pretese”) and illiquid credits (“crediti illiquidi”). Regarding this last point the Cassazione has adopted a tranchant solution, deducing by the registering of cancellation an expression of abdicating will towards uncertain/illiquid credits and mere claims. Very often the pratical consequence of this approach is a significant damage for company creditors and company members as well.