“Essere giusti” con Piero Calamandrei: noterelle a margine di un libro di Franco Cipriani

Di Enzo Vullo - Fascicolo 2/2019
Piero Calamandrei manifestò sempre, in molti suoi scritti, grande ammirazione per Giuseppe Chiovenda, contribuendo significativamente a crearne il mito quale “fondatore” del “moderno” diritto processuale civile italiano. Tale atteggiamento fu giudicato da Franco Cipriani – insigne autore di notevolissimi studi sulla storia di tale disciplina nella prima metà del Novecento – non sincero, ma dettato unicamente da ragioni oblique e “personali”: una tesi, a parere di chi scrive, non solo poco generosa nei confronti del maestro fiorentino ma contraddetta da vari argomenti, anche documentali, dei quali si dà conto in questo lavoro.
Piero Calamandrei always expressed, in many of his writings, great admiration for Giuseppe Chiovenda, contributing significantly to creating his myth as the “founder” of the “modern” Italian civil procedural law. This attitude was judged by Franco Cipriani – distinguished author of remarkable studies on the history of this discipline in the first half of the twentieth century – not sincere, but dictated solely by oblique and “personal” reasons: a thesis, in the opinion of the writer of this article, not only little generous towards the Florentine master but contradicted by various arguments, including documentary ones.