IL FRAZIONAMENTO DEI DIRITTI DI CREDITO RELATIVI AD UN MEDESIMO RAPPORTO DI DURATA

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi. Se i suddetti diritti di credito, oltre a far capo ad un medesimo rapporto di durata tra le stesse parti, sono inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o comunque fondati sul medesimo fatto costitutivo le relative domande possono essere proposte in separati giudizi solo se risulta in capo al creditore agente un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata

Di Cristina Asprella -

Cass., sez. un., 16 febbraio 2017, n. 4090

Con ord. nr. 1251/2016, Cass., sez. lav., sottoponeva alle Sezioni Unite della Corte la questione se “una volta cessato il rapporto di lavoro, il lavoratore debba avanzare in un unico contesto giudiziale tutte le pretese creditorie che sono maturate nel corso del suddetto rapporto o che trovano titolo nella cessazione del medesimo e se il frazionamento di esse in giudizi diversi costituisca abuso sanzionabile con l’improponibilità della domanda”.

La questione era sorta con Cass. civ., sez. lav., 10 maggio 2013 n. 11256 secondo cui dopo la cessazione del rapporto di lavoro i diritti derivanti dal medesimo devono essere azionati simultaneamente al fine di evitare una dannosa frammentazione dei processi e salvaguardare i principi di buona fede contrattuale e di correttezza; con Cass. civ., sez. lav., nr. 27064/2013; infine, con Cass. civ., sez. I, 17 aprile 2013 n. 9317.

Secondo le ordinanze di rimessione il principio del divieto di frazionamento di un credito unitario opera all’interno di un rapporto obbligatorio unico in senso proprio, mentre dal rapporto di lavoro discendono una pluralità di obbligazioni, di natura legale o contrattuale, relative ad istituti economici diversi. Pertanto non vi sarebbe alcuna possibilità di ricondurre ad unitarietà i molteplici crediti risarcitori o retributivi derivanti da un unico rapporto di lavoro in ragione del solo fatto che tale rapporto si sia concluso.

Le SU risolvono la questione specificando che il principio di infrazionabilità del credito si riferisce soltanto alla suddivisione di un singolo credito, non ad una pluralità di crediti facenti capo ad un unico rapporto complesso.

Esse affermano che l’infrazionabilità del singolo diritto di credito non comporta la necessità di agire in un unico processo per diritti di credito diversi, distinti ed autonomi, anche se riferibili a uno stesso rapporto complesso tra le parti.

Diversamente opinando si perderebbe una importante caratteristica di tali crediti che è quella della pronta realizzabilità sul piano processuale, perseguibile tramite l’uso di riti snelli. Possibilità riconosciuta anche in caso di unitarietà del diritto di credito, qualora il creditore agisca con procedimento monitorio per la somma documentalmente provata e con procedimento sommario di cognizione per il resto (Cass. nr. 22574/2016; Cass. nr. 10177/2015).

Non solo, l’idea che i tutti i crediti riferibili a rapporti di durata debbano essere contestualmente azionati è incompatibile con un sistema diretto a garantire l’agile soddisfazione del credito, a favorire la circolazione del denaro e ad incentivare gli scambi e gli investimenti.

Tuttavia, anche in funzione della soluzione offerta dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui è necessario favorire una decisione che consolidi definitivamente la situazione sostanziale direttamente o indirettamente dedotta in giudizio, evitando di far durare il processo all’infinito (Cass. Sez. Un. nr. 12310/2015; Cass., Sez. Un., nr. 26242/2014), è necessario porre un correttivo alla libera deducibilità dei diritti di credito distinti nascenti da un unico rapporto di durata.

Con la conseguenza che, pur se sono da ritenere proponibili separatamente le domande relative a singoli crediti, anche se riferibili allo stesso rapporto di durata, le questioni relative a tali crediti che si possano inscrivere nell’ambito di un altro processo instaurato precedentemente – e quindi già in esso deducibili o rilevabili – ma anche tutte le pretese creditorie fondate sullo stesso fatto costitutivo, possono essere proponibili separatamente solo se l’attore dimostri di avere un interesse oggettivo al frazionamento della domanda