FIDEIUSSIONE AVENTE AD OGGETTO UN RAPPORTO BANCARIO E MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Di Andrea Mengali -

T. Palermo 18 gennaio 2018

Tra le pronunce di merito pubblicate si segnala una recente pronuncia del Tribunale di Palermo 18 gennaio 2018, che ribadisce quanto già affermato da un precedente del Tribunale di Milano del 2016.

La controversia avente ad oggetto un’obbligazione fideiussoria, ancorché accessoria ad una obbligazione nascente da un rapporto bancario, non è soggetta alla procedura di mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, D.lgs n. 28/2010 (ovvero ai procedimenti previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, richiamato dalla stessa disposizione).

Ciò in quanto “la fideiussione non rientra tra i “contratti bancari” stricto sensu previsti dal ridetto art. 5 co. 1 bis, costituendo al contrario contratto di garanzia disciplinato dal codice civile”.

Il Tribunale di Milano, con sentenza 13 gennaio 2016, in un caso identico, aveva risolto la questione allo stesso modo sulla scorta del fatto che “la controversia verte su un rapporto di garanzia e, quindi, su materia non riconducibile nell’alveo della obbligatorietà della disciplina dettata dal D.lgs n. 28 del 2010”.

I giudici di merito risolvono quindi la questione, che già si era posta tra gli interpreti all’indomani dell’entrata in vigore delle norme disciplinanti i suddetti procedimenti di mediazione obbligatoria, partendo dall’individuazione dell’oggetto del processo, che viene determinato nel rapporto di garanzia, e che quindi è diverso dal rapporto principale, che rientrerebbe invece nell’ambito di applicazione della norma prevista dal D.Lgs. 28 predetto.

La soluzione è analoga a quella, già tracciata dalla Corte di Cassazione, per l’individuazione del rito applicabile al caso della controversia avente ad oggetto il diritto al pagamento dei canoni di locazione nei confronti del fideiussore del conduttore (cfr. Cass. 13 febbraio 2009, n. 3525).

In particolare, secondo la citata pronuncia di legittimità, nel caso predetto, “l’oggetto di questo processo non è un rapporto di locazione, bensì un rapporto fideiussorio nel quale non sono quindi coinvolte le parti del contratto di locazione bensì il locatore ed il terzo fideiussore”, “a questi ultimi, come non può applicarsi la disciplina sostanziale della locazione, così non può applicarsi la relativa disciplina processuale”.

La soluzione sarebbe diversa se si valorizzasse non tanto il rapporto giuridico controverso quanto la fattispecie costitutiva dei relativi diritti, posto che, per il carattere accessorio della fideiussione, il diritto di credito nei confronti del debitore principale fa parte della fattispecie costitutiva del diritto di credito nei confronti del fideiussore (si tratta di un tipico rapporto di pregiudizialità dipendenza), per cui, pur essendo il rapporto principale accertato solo incidentalmente (e trattandosi, in caso di processo plurisoggettivo, di un’ipotesi di litisconsorzio facoltativo con l’obbligato principale), la cognizione del giudice investirà anche la materia oggetto del procedimento di mediazione obbligatoria (o, nell’altro caso esaminato, soggetta al rito speciale).

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