Decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13 Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale

Di Silvia Izzo -

Il d.l. n. 13/17 ridisegna completamente la tutela giurisdizionale nella materia della protezione internazionale, istituendo 14 sezioni specializzate del Tribunale in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea (Capo I) e prevedendo per esse un rito fortemente deformalizzato (Capo II). Infine vengono previste misure novità in tema di prima identificazione e di rimpatrio degli stranieri irregolari (Capo III).

Le 14 sezioni specializzate (presso i Tribunali di Bari,  Bologna, Brescia,  Cagliari,  Catania,  Catanzaro,  Firenze,  Lecce,   Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino  e  Venezia), a composizione monocratica, in deroga a quanto disposto dall’art. 50 bis c.p.c. (d.l. n. 13/17, art. 3, comma 4) saranno composte da  magistrati dotati di specifiche competenze (acquisite grazie alla trattazione di cause relative alla materia ovvero alla partecipazione a corsi ad hoc).

A dispetto della dichiarata urgenza, la maggior parte delle disposizioni ha un tempo di vacatio più lungo di quello ordinario che arriva, per alcune, fino a 180 gg.

Assai ampia è la competenza per materia delle Sezioni che spazia dal diritto al soggiorno di cittadini di Stati membri dell’Unione europea (art. 3, c. 1, lett. a e b); al riconoscimento della protezione  internazionale e umanitaria e, dunque, allo status di rifugiato (lett. c e d), alle cause relative all’apolidia (lett. e) nonchè, per attrazione, alle cause con esse connesse (c. 3).

Le innovazioni più consistenti e incisive sono dettate in materia di riconoscimento dello status di rifugiato, in un’ottica di semplificazione e accelerazione delle relative procedure(d.lgs. n. 25/2008). Il d.l. prevede un sistema di notificazione telematica o mediante PEC degli atti della procedura innanzi alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e una netta semplificazione della tutela giurisdizionale avverso i provvedimenti delle stesse (materia finora considerata dal d.lgs. n. 151/2011 in materia di semplificazione dei riti che torna, con il d.l. in esame alla sua sede originaria ossia al citato dlgs. n. 25/2008). In particolare i) i provvedimenti di diniego sono impugnabili entro 30 gg. dalla notificazione e, di norma il ricorso sospende gli eventuali effetti esecutivi; ii) il rito applicabile alle istituite sezioni specializzate diviene quello camerale previsto dagli art. 737 e ss. c.p.c. in luogo del sommario di cognizione  prescritto per tali controversie dal d.lgs. n. 151/2011 (che contemplava altresì una disciplina dei poteri difensivi delle parti e l’esercizio di poteri istruttori d’ufficio) ma iii) l’audizione personale delle parti è consentita soltanto in casi tassativamente individuati ritenendosi, al contrario, assicurato il contraddittorio in via generale attraverso le videoregistrazioni o i verbali acquisiti nel corso della procedura amministrativa presso le Commissioni territoriali (art. 35-bis, dlgs. n. 25/2008, c. 10 e 11). iv) Il ricorrente può depositare «nota difensiva» (in replica alle difese dell’amministrazione, i.e. del Ministero dell’interno, c. 12). Il giudice specializzato, entro quattro mesi dalla presentazione del ricorso, decide con decreto non reclamabile (non più con ordinanza appellabile ai sensi dell’art. 702-quater c.p.c.), «sulla base degli elementi esistenti al momento della decisione» (c. 13). Quest’ultimo è ricorribile per cassazione entro 30 gg. dalla comunicazione (c.13). L’eventuale sospensione degli effetti esecutivi del decreto rimane di competenza del giudice specializzato (c.13).

Alle controversie in materia di apolidia si applica il procedimento sommario di cognizione in luogo del procedimento ordinario di cognizione finora applicabile (d.l. 13/17, art. 7, c. 1. Lett. d)

Con riferimento alle controversie relative al diritto di soggiorno di cittadini europei (dl,gs. n. 30/2007), il d.l in oggetto consente la partecipazione a distanza all’udienza di convalida dei provvedimenti amministrativi di espulsione del soggetto in stato di fermo ferma la garanzia, in questo caso,  della partecipazione del difensore nel luogo di fermo.

Il Capo III detta misure in materia di prima accoglienza ed espulsione dello straniero irregolare così modificando, tra l’altro, ill d.lgs. n. 286/1988 per rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale, assicurare l’effettività delle espulsioni ed il potenziamento dei centri di permanenza per i rimpatri. In particolare viene disposta la semplificazione delle procedure di identificazione attraverso l’individuazione di centri di prima accoglienza destinati al soccorso, in cui saranno effettuati uno screening sanitario e le operazioni di fotosegnalazione, rilevamento delle impronte digitali e registrazione obbligatorie (art. 19 c. 3); in secondo luogo, al fine di un recupero effettività dei procedimenti e provvedimenti di espulsione, vengono previsti il potenziamento della rete dei centri di identificazione ed espulsione, ridenominati «centri di permanenza per il rimpatrio», e la destinazione di fondi ad hoc in favore del Ministero dell’interno per euro 19.125.000 per l’anno in corso (c. 3 e 4).